giovedì 18 agosto 2011

Quando i pixels erano bianchi (parte seconda).

Tra il 1979-1981 fui preso dalle nuove tecnologie. Non abbandonai i miei hobbies anzi ne aggiunsi degli altri, tuttavia ero sempre in attesa costante per gustare l'evoluzione che prevedevo. Sempre di più i videogames diventavano una realtà (presto avrei imparato cosa erano gli arcade e i coin-op, a mie spese...), e ad ogni uscita si apriva una nuova (era proprio il caso di dirlo..) sfida. Chiunque (all' epoca solo maschietti), veniva attratto automaticamente da quelle macchine succhia soldi con suoni e promesse di vario tipo (gli extra), nacquero i gufi (chi sà chi erano ammetterà che questo e un discorso parallelo e forse anche più complicato..da trattare con cautela e con gli amuleti necessari al caso) e nacquero i videogiocatori. La prima cosa che notai era che nonostante nessuno conoscesse l' inglese, tutti concordavano sulla nomenclatura, stranamente, concordavano anche se non vi era una regola precisa poiche i termini variavano da provincia a provincia. In pratica nessuno chiamava vita la cosiddetta vita o extra il benedetto bonus (anche questo merita un discorso a parte eheh).
I videogiocatori si divisero subito in:
1) videogiocatore non incallito (forse perche non aveva  i soldi)
2) videogiocatore incallito che spendeva una cifra
3) videogiocatore normale (vedi punto uno...cioe il videogiocatore normale spesso era un tipo 1 solo che non lo dava a notare...)
4) videogiocatore scommettitore (era inevitabile...)
5) videogiocatore che non si rendeva conto se giocava o no (esistevano pure questi)!
6) videogiocatore incallito baciato dalla sorte (quello che vinceva sempre e non spendeva mai una lira..o quasi).
7) videogiocatore che risolve qualsiasi gioco con la facilità simile al cibarsi di un lecca lecca (di questa pecentuale fa tutt'ora parte l'autore dell' articolo :-) ).

I rimanenti si autocatalogarono in tre tipi (spesso non amati...) ben distinti:

1) videogiocatore occasionale con tendenza a non giocare
2) non videogiocatore decisamente convinto per qualche arcano motivo che i videogiochi sono inutili.
3) I Gufi.....i gufi non si possono catalogare tra i videogiocatori poiche il loro scopo era (e purtroppo lo è ancora...) quello di non far giocare gli altri portando il massimo della sfiga.

Fino a quel momento i pixel erano sempre bianchi....e sempre in buona compagnia.






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